FRAMMENTI
CD - Iktius IKT 518
Mitteleuropa Ensemble
Mario
Fragiacomo, tromba
Luca Bonvini, trombone
Olatz Gorrotxategi, voce
Roberto Favilla jr. -
pianoforte
Roberto Della Grotta,
contrabbasso
Filippo Monico, batteria
| Podrìamos
calificar el trabajo de Mitteleuropa Ensemble como de
qualité: planteamiento serio, musicos de formacion
clasica (la cantante es una soprano vasca de voz
excelente, todo hay que decirlo), y referencias cultas
traslucidas en adaptaciones (un Surabaya Johnny de Kurt
Weill con texto de Brecht) y textos (el poema Il paradiso
sui tetti de Pavese, que da titulo al tema homonimo).
Musicalmente, es un disco ecléctico. Son buenos musicos
y pueden por tanto adoptar cualquier forma y estilo. El
primer tema, Wide, es un buen ejemplo: pasan por el una
melodia dixie con ritmo de jazz latino, aromas
orientales, un pasaje mas contemporaneo o un solo de
bateria a la Max Roach (y me dejo cosas). Y esto serà
una constante. El ya mencionado tema de Weill cuadra muy
bien con sus intereses y, de hecho, volvemos a encontrar
el singular modelo operistico del aleman en Il Paradiso
sui tetti, aunque esta vez se trunca para dar paso a un
funky machacon y sincopado. Y, aun otro mas, el tema
Iluna teilatutan, cantado en euskera y escrito por Olatz
Gorrotxategi, que nos transmite algo asi como el planido
de una doncella despechada. Es musica eminentemente
descriptiva, que busca la referencia visual para llegar
al oyente. La cuestion es, como ocurre en el cine de
qualité, que al final todo resulta ser demasiado
acomodaticio, escolastico, burgués, carente de una
voluntad transformadora que pueda redefinir los modelos
musicales en que se apoyan. En fin, todo muy artistico.
G. Lazaro Cuadernos de jazz (Spagna) 49 - ottobre/novembre 2000 The
title means fragments. The group was formed
by trumpeter Mario Fragiacomo as an outlet for his
interest in the music of Middle Europe
especially form the Balkans. In concert, they have played
programs ranging from classical to klezmer. The
Spanish-born singer is classically trained while the
trombonist has recorded a CD mixing ancient instruments,
Bach, and Jazz (8/98, p.19). Cadence (U.S.A) vol. 26 nr. 5 - maggio 2000 A Multicultural Surprise. My AAJ colleague Glenn Astarita forwarded this Mitteleuropa disc my way describing it as "Italian Jazz". I have had some experience with RED records, Sergio Veschis Milano venture that includes documenting performing Italian Jazz musicians. With this in mind, I approached Frammenti (Fragments) with a somewhat pinched expectation and what I got was a musically eye-opening experience. I was expecting something mainstream and got something from the fringes. The
disc opener is a little Antony and Cleopatra with Olatz
Gorrotxategis eerie voice sounding very North
African. Track Listing: Wide; Surabaya Johnny; Il Paradiso Sui Tetti; Iluna Teilatutan; Start; Franziska; Carolina. (Total Playing Time 63:06). Personnel: Olatz Gorrotxategi: Soprano Voice; Mario Fragiacomo: Tromba, flugelhorn, Luca Bonvini: Trombone, slide trumpet; Robert Favilla, Jr.: keyboards; Robert Della Grotta: Bass; Filippo Monico: Drums. C. Michael Bailey All About Jazz (USA) - novembre 1999 Issu du Conservatoire de Trieste, Mario Fragiacomo a rejoint l'orchestre de Giorgio Gaslini à Milan avant de fonder, en 1988, avec Roberto Favilla et Roberto Della Grotta, ce Mitteleuropa Ensemble qui a pour projet de marier jazz et musique populaire, notamment d'Europe de l'Est. Venant après les albums "Trieste, ieri un secolo fa", "Latitudine Est" et "Mitteleuropa" gravé en compagnie de Markus Stockhausen, "Frammenti" célèbre donc le dixième anniversaire du groupe milanais qui accueille ici Luca Bonvini, ancien membre du groupe Nexus et de l'ONJ de Claude Barthélemy, ainsi que la soprano d'origine basque Olatz Gorrotxategi. A l'exception de Surabaya Johnny de Kurt Weill, tout le répertoire est consacré à des compositions originales qui mettent bien en évidence cette volonté de confronter les cultures. La sonorité feutrée des cuivres se marie au chant de l'archet (compagnon de Mario Schiano et Massimo Urbani, Della Grotta est souvent sollicité) et à la voix de Gorrotxategi dont les attaches évidentes à la musique classique forment comme un contrepoint à l'héritage jazz du groupe milanais. Claude Loxhay Jazzaround (Belgio) nr. 22 - novembre/dicembre 1999 Undici
anni di vita sono un bel traguardo per un gruppo che
crede nella propria musica, e non è disposto a
mercanteggiare alcun compromesso in cambio di qualche
spicciolo di notorietà in più. Frammenti è la
quarta prova dell'ensemble del trombettista e flicornista
triestino, uomo-collante prezioso per quella parte del
jazz italiano che ha respiro, maturità e saggezza
"europea" (qui non c'entrano le politiche
monetarie: qui si parla di culture in dialogo tenace e
drammatico, rovescio esatto delle follie nazionaliste).
Il suono nitido, limpido, quasi scolpito del trombettista
trova sponda nell'intelligente, dosato interplay dei
membri del gruppo - interplay che non esclude scatti
felini e corruschi addensamenti -, qui chiamati da
Fragiacomo anche alla composizione. Non ci si meravigli
di ascoltare la weilliana Surabaya Johnny ed una
lunare melodia basca, o la poesia obliqua di Carolina
(testi di Biagio Cepollaro) accostata al grumo pensoso di
Franziska. Guido Festinese IL MANIFESTO - Alias n. 35 - settembre 1999 La
Mitteleuropa, quella di Mario Fragiacomo, compie dieci
anni: ancora alla ricerca di un verbo musicale segreto -
probabilmente ben nascosto - che fa di quella piccola
porzione di mondo un serbatoio di stimoli artistici che
sanno sovrapporsi mantenendo tuttavia una loro precisa e
distinta personalità. Ma la Mitteleuropa di Fragiacomo
& Co. non si costringe nell'abitacolo di una
dimensione territoriale. Il disco, è vero, insiste -
spesso e volentieri - su colorature occidentali dal
sapore germanico e dal sentore marziale ma - collocazione
geografica a parte - l'amalgama di umori differenziati,
scanditi, interpolati raggiunge una consistenza unica,
dove impasti ricercati si scuotono l'uno nell'altro. Non
a caso, al famoso "Surabaya Johnny" di Kurt
Weill, vengono accostate "Wide" del trombonista
Luca Bonvini - giocato su tinte latine e
incalzanti atmosfere cinesi -, "Il paradiso sui
tetti" di Roberto Della Grotta (contrabbasso)
- composizione ardita, vicinissima a archetipi
contemporanei -, "Iluna Teilatutan" - cullante
canzone basca -, "Start" - in pieno stile
sperimentalcolto - stesa dal pianista Roberto Favilla
jr., la cinematografica (da 'noir' francese) e
intensa "Franziska" di Mario Fragiacomo
(tromba e fluegelhorn) e "Carolina" - ah, il
vecchio swing - scritta da Filippo Monico. Non a
caso Olatz Gorrotxategi, voce del gruppo, ha
radici basco-ispaniche. Sono sette "Frammenti";
riccioli di una scultura multidirezionale che alla poesia
non rinuncia neppure all'atto pratico: con una lirica di
Cesare Pavese ("Il paradiso sui tetti",
appunto) e "Carolina" (quasi una filastrocca)
di Biagio Cepollaro. Davide Jelmini AUDIOREVIEW n. 191 - maggio 1999 Dieci anni di vita insieme: i Mitteleuropa Ensemble hanno sentito la necessità, la voglia e provato la soddisfazione di realizzare un CD che contenesse ed esprimesse lo spirito del gruppo. Come fare a confrontarsi con se stessi e scoprire l'identità reale dell'ensemble? La parola "Frammenti" risultò essere un buon titolo per questo CD. E non è il titolo di uno dei sette brani, come da manuale. I sette brani sono i frammenti che rispondono ai singoli componenti dell'ensemble. In realtà la formazione è di sei, il settimo è una specie di "frammento onorario": il Surabaya Johnny di Kurt Weill da "L'opera da tre soldi" di Bertolt Brecht, brano che è stato sempre presente nel loro repertorio ed eseguito in ogni occasione. Questa onorarietà è la ragione della sua presenza nella schiera dei frammenti. Iniziare l'analisi (e questo termine, anche se presuntuoso, lo è nella funzione) di questo CD induce a parlare, di conseguenza, di ciascun frammento: Surabaya Johnny. Olatz Gorrotxategi, dal cognome che porta all'errore e all'impronunciabilità (la citerò solo col nome) lo interpreta in maniera onoraria. Di lei si parlerà nel turno dei frammenti. Luca Bonvini è il compositore di Wide. Trombone e slide trumpet, ha fatto una sintesi di se stesso e, nello stesso tempo, dello stesso "Frammenti". Fa un giro a 360° della sua vita, con la sua versatilità che traspare evidente, dove sono presenti in musica tutte queste doti. Non è un amante della nota cristallina, pura, questo effetto lo si trova in altri brani dove è chiamato a espressioni inerenti; in altri si esprime con franchezza in toni di allegria, di gioia che attira e coinvolge. Il paradiso sui tetti, composto da Roberto Della Grotta, contrabbasso, e Iluna Teilatutan composta da Olatz sono due brani, due canti d'amore. Roberto Della Grotta, antesignano dell'uso dell'arco nell'improvvisazione, nel primo, il suo frammento, accompagna e sottolinea Olatz con un 4/4 con note tonde e precise. Nel secondo, appannaggio del soprano, la sostiene con l'arco, fornendole un tappeto armonico passando dalle sonorità medie a quelle basse, dando vita a una sequenza che crea l'atmosfera e la situazione da lui espressa e dalla Olatz cantata. L'elemento che ha portato a unire i due brani è l'interpretazione della Olatz nell'esprimere l'amore sofferto e l'amore vissuto. Negli altri brani le sue presenze danno alla voce la sensazione di ascoltare uno strumento. Start, composto da Roberto Favilla jr., va ascoltato con molta attenzione. Favilla è un pianista dalle idee chiare, ha compreso lo spirito del jazz e l'intelligenza dell'improvvisatore swing, senza dimenticare la sinistra, con il suo uso degli accordi a blocchi cari a Monk, martellanti. Il suo incedere è in perfetta coerenza nel condurre l'ascoltatore sul suo cammino. Mario Fragiacomo compone Franziska. Un frammento delicato, un'amicizia, un amore. E' un tema pieno di sentimento. Racconta la sua musica unitamente ai suoi compagni di cordata. Il tema e gli inizi delle singole improvvisazioni hanno in comune la prima battuta di Autumn Leaves. L'aria non è palese ma la si intuisce anche se sfumata. Tutta l'esecuzione, da Mario agli altri, è piena di poesia. Carolina è il contributo di Filippo Monico. Il suo tema inizia, ed era inevitabile, con un passo cadenzato che segna il tempo. Tipico per un batterista. Inizia una musichetta spensierata contenente gli elementi fondamentali del jazz al quale si uniscono i suoi sostenuti in tutti i sei brani del CD. Questo motivetto è stato sempre una sua mania: lo ha accompagnato nei suoi tragitti a piedi. Ed è spiegato l'inizio. Lo canticchiava facendone le relative improvvisazioni e anche il relativo a solo ritmico. Quale occasione migliore per trasformare un sogno in realtà? Raccontando nel frammento a lui assegnato una sua storia segreta: lui, con uno strumento diverso dagli altri, senza poter dialogare con note bemolli e diesis e quant'altro mai, con la sola, per quanto importantissima ed essenziale, funzione di accompagnamento o con a soli a base di solo ritmo. Con Carolina ha avuto il proprio spazio, mettendo in azione tutto se stesso. Sempre in Carolina sono da gustare e assaporare gli unisoni, cari al be bop, di Bonvini con la Olatz. Da ascoltare anche la filastrocca recitata dall'autore Biagio Cepollaro. Questi i "Frammenti", le tessere; questo è il mosaico che nella sua completezza risponde al nome di Mitteleuropa Ensemble. Attilio Rota RITMO - Anno 55° n. 735 - aprile 1999 Conosciamo Mario Fragiacomo, per la sua attività svolta a costruire una poetica personale e riconoscibile. Dopo l'iniziale privilegio dato all'improvvisazione più libera, ha prevalso in lui una solida strutturazione progettuale, all'interno della quale si stagliano con brillantezza gli album a suo nome (Trieste, ieri un secolo fa del 1988, Mitteleuropa del 1990 e Latitudine Est del 1994) e le collaborazioni con la Theaterorchestra di Moni Ovadia (con i due CD Oylem Goylem del '91 e Senza Pelle del '94). Già nei titoli si colgono gl'interessi fondamentali di Fragiacomo: la sua Trieste, la cultura mitteleuropea, il klezmer e la variegata tavolozza dei Balcani. Con Frammenti, Fragiacomo celebra la decennale attività del Mitteleuropa Ensemble giocando una carta nuova e per certi versi ancor più ambiziosa. Il gruppo viene chiamato infatti stavolta a render conto appieno della sua natura multiforme e cangiante, con l'espressione compositiva di tutti i suoi musicisti. A Surabaya Johnny di Kurt Weill si affiancano Wide del trombonista Luca Bonvini, Il Paradiso sui tetti del contrabbassista Roberto Della Grotta (con testo di Cesare Pavese da Lavorare stanca), Iluna Teilatutan della soprano Olatz Gorrotxategi (di Bilbao, ma perfezionatasi in Italia), Start del pianista Roberto Favilla jr., Franziska di Fragiacomo e Carolina del batterista Filippo Monico. Un programma di grande ricchezza espressiva, che affascina ed emoziona. Maurizio Favot SUONO - maggio 1999 "Frammenti":Wide
/ Surabaya Johnny / Il Paradiso sui tetti / Iluna
teilatutan / Start / Franziska / Carolina. Il Mitteleuropa Ensemble festeggia i dieci anni di attività con un album che ne riconferma lo spessore intellettuale e, soprattutto, una visione complessa del fare musica, tanto che in più occasioni (per esempio nel notevole Il paradiso sui tetti di Della Grotta) la costruzione offre l'ampiezza e il respiro di una grande orchestra. Stavolta Fragiacomo si è limitato al ruolo di coordinatore, mentre la responsabilità dei pezzi è stata di volta in volta affidata a uno dei suoi compagni. Manca dunque, necessariamente, un preciso filo conduttore, cui sopperisce però il soprano basco Olatz Gorrotxategi, la cui voce garantisce al disco quell'impronta mitteleuropea che da sempre caratterizza il gruppo. Non si può negare, comunque, che certi risultati di questa "frammentaria" festa di decennale siano di grande interesse: fra gli altri, l'espressionismo bop che fa da traliccio a Start, la distesa cantabilità di Iluna teilatutan (una specie di Greensleeves in lingua basca) e lo swing marionettistico di Carolina. Tutti i musicisti sono all'altezza della situazione. Bonvini, in particolare, unisce alla raggiunta maturità una creatività dal piglio un po' ribaldo. Giuseppe Piacentino MUSICA JAZZ - maggio 1999 Collocata virtualmente nel cuore dell'Europa, in realtà, la formazione del triestino Fragiacomo è tutt'altro che cristallizzata. Lo indica il quasi neworleansiano tema iniziale, Wide, che si frammenta alla ricerca di dialoghi interrotti dai Paesi Baschi ai balcani fino all'Anatolia, miscelando la disinvoltura del jazz con il rigone di latitudini a noi più familiari. Giulio Cancelliere ALTA FEDELTA' - marzo 1999 Varie ambientazioni, suggestioni e rappresentazioni musicali ci vengono offerte dal sestetto del Mitteleuropa ensemble. La proposta della formazione si esplica in impasti sonori cangianti, ora austeri, ora briosi, con l'effondersi del sound della tromba di Fragiacomo e il denso e arioso discorrere propulsivo di Bonvini al trombone; l'ispirata e austera elatio della vocalist Olatz Gorrotxategi e il pianismo elegante e scabro, umbratile e "a scalinata", attento e articolato di Favilla; l'elasticità, dal limpido spessore, di Della Grotta on double bass e il suo austero e penetrante archettato, irrorato di sentimento, e il versatile, ora aperto, ora scandito, drumming di Monico. Echi e atmosfere lontane nello spazio e nel tempo europeo rivivono nelle costruzioni e nei dialoghi del sestetto, con frangenti chiaroscurali, non senza un peculiare respiro evocativo ed impatto. Giordano Selini BASIMEDIA Magazine - marzo 1999 |
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